Ho viaggiato nel tempo: viaggio a Fonni per l'evento PaStorias

Visitare Fonni durante l'evento PaStorias equivale a un viaggio indietro nel tempo, un'immersione nella Sardegna più verace e rurale...

09/09/2012

Lo scorso weekend (8-9 settembre) ho viaggiato nel tempo.

Bè.. Non proprio così ma.. Quasi

Per due giorni ho vissuto nel passato, in pieno 1900, in un piccolo paese dall’atmosfera magica. Tutto è accaduto a Fonni, in occasione dell’evento Pastorìas: un appuntamento organizzato per presentare e preservare le tradizioni e i mestieri vecchi e antichi, cardini della vita del paese e del suo folklore; un “viaggio tra sapori antichi, profumi dimenticati, sonorità evocative che animano le vie del paese tra mestieri dalla tradizione millenaria e leggende della montagna”.

Come ho fatto? Ho preso la mia Delorean-C3 e da Alghero mi sono spinto fin là, nel cuore della Sardegna. Ed è così che mi sono trovato catapultato in un’altra epoca.

Ho visto cose che voi umani… Bè, cose che forse avrete visto anche voi, se eravate presenti. Altrimenti, potete dare un’occhiata ai reportage fotografici realizzati, qui e qui.

Questo viaggio mi è servito per ammirare usanze che credevo ormai perse e dimenticate.

Ad esempio, la produzione di “Sa lethia”, la lisciva, un detergente a base di cenere con il quale si pulivano gli indumenti.

La creazione del sapone, partendo dallo bollitura dello strutto al quale poi si aggiunge la soda caustica.

Il trattamento della lana, da pettinare continuamente perché si mantenga liscia.

La colorazione dei capi, effettuata da “Sa intinghidura” con dei coloranti totalmente naturali, ottenuti ad esempio dalla corteccia dell’Ontano.

La preparazione del formaggio e il racconto del lavoro dei pastori, ripercorso attraverso la narrazione dei mesi trascorsi al pascolo e la gioia del loro rientro in paese (Sa Die Primargia), con la rivisitazione del momento della transumanza.

I balli sardi, in coppia, in 3 o in gruppo, al ritmo di una musica ancestrale, suonata con preziosi strumenti tradizionali.

Il canto a tenore, con gli uomini riuniti che intonano melodie malinconiche o festose che richiamano ad altri tempi.

E poi, il momento di ritrovo per il pranzo e la cena, durante i quali gustare i tanti prodotti tipici del paese, dai formaggi alla “sevada”, il dolce tradizionale.

Il momento “clou” del mio viaggio nel tempo è arrivato la domenica sera: ho avuto l’opportunità di vedere di persona la discesa degli Urthos e Buttudos, antiche maschere tradizionali di Fonni. S’Urthul’animale, vestito di pelli grigie e bianche, viene condotto per le vie del paese legato con delle rumorose catene tenute dai Buttudos, uomini incappucciati con il volto nero e dei grandi campanacci sulle spalle.

La discesa delle maschere è stata frenetica:la “bestia” si è dimenata ferocemente, arrivando ad arrampicarsi su un balcone, cercando di giungere al 2° piano.

È la rappresentazione della classica lotta tra l’uomo e la bestia, con il primo che cerca di imbrigliarla e governarla.

Subito dopo è stata la volta di un momento più elegante e tranquillo: la discesa delle coppie a cavallo, con cavalieri e dame provenienti da Fonni e altri paesi che hanno sfilato con diversi costumi tipici, tutti molto belli e di pregevole fattura.

La manifestazione è poi proseguita con altri appuntamenti, sino a notte inoltrata.

Ci sono tante cose che ricorderò di questa esperienza: la bellezza del paeselo splendore dei muralesl’entusiasmo e la voglia di raccontare le proprie tradizioni manifestato dagli abitanti, i sapori del cibo tipico, l’orgoglio e la forza dei pastori, la preziosità degli abiti tradizionali, il fascino dei riti e dei costumi di un’epoca ormai passata ma rappresentata con impegno e dovizia di particolari.

E soprattutto, ricorderò la gentilezza, la cordialità e l’ospitalità manifestata da tutte le persone che ho incontrato, partendo dagli organizzatori per finire con tutti i partecipanti e le “comparse” in vestito tipico.

Persone splendide, che con il loro atteggiamento e modo di fare hanno resto un’iniziativa comePastorìas davvero unica e indimenticabile, da ripetere (e alla quale invito tutti a partecipare).

Quello vissuto a Fonni è stato un viaggio nel tempo che ricorderò a lungo.